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| La leggenda del Lago di Pilato |
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L'altra leggenda intorno della quale si è, da sempre, nutrito l'immaginario popolare è quella del Lago di Pilato, baratro tra le due cime del monte Vettore: la Cima del Redentore e il Pizzo del Diavolo. Secondo la credenza il lago è luogo infernale e misterioso e trae origine dal perfido deicida Pilato. Egli, dopo aver fatto crocifiggere Gesù, venne scaraventato nel lago infestato di demoni da due bufali imbizzarriti. Si narra che ogni anno le sue acque si facciano rosse del colore del suo sangue, il quale ogni anniversario rivive il massacro della sua morte. Scientificamente parlando tale colore deriva, molto più naturalmente, da un microrganismo unico al mondo che sopravvive soltanto in queste acque e che, per un periodo all'anno, assume una colorazione rossa. La natura mistica e punitiva di questa leggenda fece, del lago di Pilato, meta di maghi e negromanti di cui la popolazione nursina cominciò presto ad essere diffidente. Nel XV secolo uno di questi “pellegrini satanici” finì a pezzi nel lago e a lui ne seguirono altri. Di fatto il lago è profondo soltanto 8 metri, come è stato possibile constatare nel 1990 durante una siccità talmente intensa da prosciugarne completamente i fondali. E' indubbiamente una reliqua naturalistica, alimentata dalle nevi di cime così alte; un bacino a quota 1940, diviso in due da un piede di pietrisco, con una biologia interessantissima. |












